La notte.

notteLa notte è un assunto letterario che non necessita di essere svelato.

Al contrario, più se ne parla per enigmi, più la sua fama si accresce, più la si esamina nei dettagli, più l’ispirazione viene meno.

Nel suo essere oscuro si cela il sogno più profondo. Nei suoi mille occhi, ci osserviamo, ci scrutiamo. Attraverso le parole di chi è stato al suo cospetto prima di noi, ne assaporiamo la densità, attraverso la grafia scorretta suggerita da un unico lume caldo, andiamo incontro alla nostra più vera essenza.

Il giorno, nei suoi mille colori, ci esalta, ci confonde, ci riempe di energia produttiva, di azione, necessità di movimento, fretta, corsa contro il tempo materiale.

La notte, la pacatezza del respiro, la staticità delle membra, l’oscurarsi degli oggetti noti, tutto ci suggerisce riflessione. La notte appartiene all’amore, alla passione, all’inventiva. Per concentrarci ci chiudiamo al mondo, spranghiamo porte, oscuriamo finestre. Il buio ci avvolge, ci calma, ci sussurra parole, sentimenti, emozioni.

La notte è dei pazzi, dei folli. La notte le voci si fanno più nitide, cristalline. Noi susurriamo, tremanti, alle nostre stesse orecchie. Cessa la necessità di farci udire dagli altri perché il mondo ci appare tutto concentrato sul nostro essere.

La notte, silenzio opaco, nebbiolina fine, carezza che vuota il nostro dolore, ma al contempo anima la follia. Notte di assassini, ladri. Notte di paura e falsità. Ma solo per chi teme il suo destino, il suo viso, per chi ha paura di esistere.

Perché la notte ci è amica, non cela, rende più vero il senso, affina l’apprendimento, permette la creazione.

La notte, oscura signora, padrona di magia e incanto. La notte, culla d’amore, tomba del dolore.

~ di patridall su 30 Marzo 2009.

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